Rating di legalità: dal 16 marzo 2026 in vigore il nuovo regolamento AGCM
- 18 Marzo 2026
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Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 33 del 10 febbraio 2026 la Delibera n. 318112 del 27 gennaio 2026 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che introduce un nuovo regolamento attuativo del rating di legalità, in vigore dal 16 marzo 2026, sostituendo integralmente il previgente regolamento del 2020.
Il provvedimento interviene con l’obbiettivo di rafforzare i controlli, ampliare le cause ostative e rendere più strutturato il sistema di attribuzione e mantenimento del rating, allineandolo alle più recenti evoluzioni normative in materia di anticorruzione, appalti pubblici e responsabilità amministrativa degli enti.
Il Rating di legalità, istituito dall’art. 5 ter del D.L. 1/2012, è un indicatore premiale del rispetto di elevati standard di legalità delle imprese. Non costituisce un requisito obbligatorio per operare, ma rappresenta uno strumento di valorizzazione della reputazione aziendale, idoneo a testimoniare l’affidabilità dell’impresa nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con il sistema bancario.
Di seguito le principali novità rispetto al regolamento del 2020.
Requisiti di ammissibilità
Conferma i requisiti di accesso ma li precisa e sintetizza:
- Sede operativa in Italia;
- Fatturato minimo 2 milioni di euro;
- Iscrizione al registro imprese o REA da almeno 2 anni.
Soggetti rilevanti dell’impresa
Viene ampliata la categoria dei soggetti da controllare, includendo:
- Procuratori con poteri gestionali rilevanti;
- Soggetti con deleghe su materie sensibili (appalti, sicurezza, ambiente);
- Soci persone fisiche con partecipazione di controllo;
- Soggetti cessati dalla carica nell’anno precedente.
Ampliamento dei motivi ostativi di natura penale e amministrativa
Una delle innovazioni più rilevanti riguarda l’estensione delle cause ostative al rilascio e al mantenimento del rating.
Il nuovo regolamento amplia il novero dei reati, includendo espressamente:
– reati tributari previsti dal D. Lgs. 74/2000 e quelli introdotti dal D. Lgs. 173/2024;
– reati in materia di sicurezza del lavoro;
– ulteriori fattispecie del codice penale (es. intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, usura, estorsione).
Inoltre il rating non può essere rilasciato o mantenuto quando:
– È stata esercitata l’azione penale per determinati reati gravi;
– Sono state applicate misure cautelari o di prevenzione;
– Vi sono condanne anche non definitive per i reati indicati.
Si tratta di una stretta significativa rispetto al regime precedente, che valorizza maggiormente anche le fasi antecedenti al giudicato.
Rafforzamento delle verifiche antimafia e giudiziarie
Il regolamento introduce un più ampio coordinamento con la normativa antimafia.
Tra le cause ostative figurano ora, ad esempio:
– Informazione antimafia interdittiva;
– Amministrazione giudiziaria;
– Controllo giudiziario;
– Prevenzione collaborativa.
Parallelamente viene rafforzato il sistema di verifica tramite:
– Consultazione della Banca Dati Nazionale Antimafia;
– Richiesta al casellario giudiziale e agli uffici giudiziari;
– Scambi di informazioni con le amministrazioni pubbliche.
Questo rafforzamento evidenzia l’obbiettivo di utilizzare il rating come strumento di prevenzione dei fenomeni in infiltrazione criminale nell’economia legale.
Introduzione di controlli strutturati con ANAC e Guardia di Finanza
Il nuovo regolamento formalizza un sistema di cooperazione istituzionale più intenso, introducendo un meccanismo di controllo periodico e sistematico sulle imprese certificate, in particolare:
- L’AGCM trasmette all’ANAC le informazioni relative alle domande di rating per le verifiche di competenza;
- L’ANAC può formulare osservazioni entro trenta giorni;
- Ogni anno l’Autorità invia alla Guardia di Finanza un campione pari al 10% delle imprese titolari di rating per verifiche fiscali e contributive,.
Rafforzamento degli obblighi informativi delle imprese
Il regolamento introduce obblighi informativi più stringenti.
Le imprese titolari di rating devono:
– Comunicare all’Autorità entro 30 giorni ogni evento che incida sui requisiti obbligatori;
– Segnalare anche la perdita dei requisiti premiali o annotazioni nel casellario dei contratti pubblici.
La violazione di tali obblighi comporta:
– Revoca o annullamento del rating;
– Divieto di presentare una nuova domanda per 18 mesi.
La disciplina rafforza quindi la responsabilizzazione dell’impresa nella gestione del rating.
Revisione del sistema di punteggio e dei requisiti premiali
Il meccanismo di attribuzione del punteggio resta basato sul sistema: ★+++ à ★★ à ★★★; ovvero tre “+” determinano l’attribuzione di una ★ aggiuntiva, fino al punteggio massimo di ★★★. Vengono aggiornati e precisati i requisiti premiali, tra cui:
- Adesione a protocolli di legalità con Prefetture o Ministero dell’Interno;
- Adozione di modelli organizzativi ex Lgs. n. 231/2001;
- Sistemi di compliance e controllo interno;
- Politiche di responsabilità sociale d’impresa (CSR);
- Iscrizione in White list antimafia;
- Denuncia di reati subiti dall’imprenditore o dai collaboratori.
È inoltre prevista la riduzione del punteggio in presenza di annotazioni negative nel casellario dei contratti pubblici.
Disciplina più articolata di sospensione, revoca e annullamento
Il regolamento introduce una disciplina più dettagliata dei provvedimenti sull’efficacia del rating, rafforzando la capacità dell’Autorità di intervenire tempestivamente in caso di criticità. Sono previsti:
- Annullamento se il rating è stato rilasciato senza i requisiti;
- revoca se i requisiti vengono meno successivamente;
- sospensione temporanea (fino a 90 giorni) per consentire verifiche istruttorie;
Durata e le nuove disposizioni transitorie
Il rating ha durata triennale. Per le imprese già titolari di rating alla data di entrata in vigore del nuovo regolamento:
- è previsto l’obbligo di comunicare entro 60 giorni eventuali cause ostative preesistenti;
- il rating già attribuito continua comunque ad avere validità fino alla sua scadenza, salvo revoca.
Il nuovo regolamento segna un rafforzamento complessivo del sistema del rating di legalità, che viene progressivamente trasformato da mero strumento premiale a meccanismo strutturato di compilance e monitoraggio delle imprese.







