Con il comunicato del 20 aprile u.s. il CNEL – Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, ha informato di aver approvato, dopo la fase sperimentale avviata dall’11 aprile 2025, la completa riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro.

In particolare, sono stati collocati nella sezione “Contratti nazionali di settore vigenti o ultrattivi” solo i CCNL applicati ad almeno il 5% dei dipendenti di una divisione ATECO o al 3% in almeno una divisione nel caso di contratti multi-settoriali. I restanti contratti sono stati inseriti nella sezione “Altri contratti”.

La suddetta soglia percentuale di applicazione al 5%, che nella fase della sperimentazione era pari all’1%, è stata innalzata dal CNEL, anche a seguito di quanto richiesto dall’ANCE sul tema.

Con la riorganizzazione definitiva dell’Archivio, è ora possibile, individuare con precisione i contratti leader sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Si tratta di circa 99 CCNL che coprono oltre il 97% dei lavoratori del settore privato mentre circa 800 contratti riconducibili a sigle diverse si applicano a poco più del 2%, pari a circa 350 mila lavoratori.

Infatti, i tre CCNL comparativamente più rappresentativi del nostro settore (F-012, F-015, F-018) coprono circa il 98% del totale dei lavoratori a cui è applicato un CCNL riconducibile all’edilizia nel settore contrattuale “F – EDILIZIA, LEGNO E ARREDAMENTO”.

Come evidenziato dallo stesso CNEL, in tal modo, si introduce un principio che consente di individuare i contratti realmente rappresentativi, ridimensionando il problema del dumping contrattuale.

Un’ulteriore novità, di particolare rilievo per l’applicazione del Codice dei contratti pubblici, riguarda l’introduzione delle schede contratto standardizzate, costruite sulla base delle voci retributive e normative previste dal Codice dei contratti pubblici. Tali schede consentiranno ad operatori e stazioni appaltanti di valutare l’equivalenza tra contratti collettivi, rafforzando la trasparenza del sistema e rendendo concretamente verificabile il fenomeno del dumping contrattuale nei diversi settori economici.

Si fa riserva di fornire eventuali aggiornamenti non appena verrà reso disponibile il nuovo archivio CNEL dei contratti collettivi.