E’ stata una serata piena di suggestioni artistiche e riflessioni quella che la sera di martedì 14  luglio al Cortile Platamone ha visto la consegna della prima edizione del Premio Architettura Ance Catania.

 

Elisa Di Dio

 

Grazie anche ai vincitori, scelti dalla giuria tra i 44 progetti segnalati dagli advisor ed esposti al numeroso pubblico sotto i portici.

 

Il Premio era costituito da una statuetta fusa in bronzo, opera originale, creata apposta per la manifestazione dal maestro scultore Antonio Santacroce.

Per la sezione riservata ai Giovani Progettisti siciliani, ha vinto l’architetto nisseno Davide Cammarata con il suo Progetto di ristrutturazione di casa unifamiliare a Caltanissetta.

 

Il progetto è un esempio di come si possa recuperare e trasformare un edificio esistente e privo di ogni caratteristica  qualità e progettualità.

 

Una delle caratteristiche, ad esempio è il tetto originario che inscatolato,  potrebbe, qualora lo si volesse, ospitare qualsiasi forma di sistema energetico alternativo scomparendo alla vista.

La seconda sezione, dedicata alla memoria dell’ing. Emanuele Rimini che è stato presidente dell’ANCE Catania tra il 1991 ed il 1996, ha premiato i tre soggetti coinvolti nella costruzione della sede degli uffici comunali di Castelvetrano.

 

 

Questo edificio, infatti, è il primo esempio in Italia sorto su terreni confiscati alla mafia. Per il Comune ovvero il committente premiato il sindaco Giovanni Pompeo, era anche presente l’ing. Capo Giuseppe Taddeo, per il progetto l’associazione di studi composta da Orazio La Monaca (capogruppo), Santo Giunta, Leonardo Tilotta & Simone Titone; l’impresa edile, Ingegneria e costruzioni Srl di Messina.

 

I premi sono stati consegnati dalla signora Irene Rimini e dalla figlia Stefania. Un emozionante ricordo della figura dell’ing. Rimini è stato tracciato dall’ing. Nicola Colombrita che per anni con lui ha lavorato.

Una menzione speciale è stata rivolta al progetto per il sistema delle tre piazze nel centro storico di Castelvetrano realizzato da Pasquale Culotta, architetto siciliano di grande fama recentemente scomparso.
La figlia Tania, chiamata sul palco, ha ricordato la passione e l’entusiasmo che accompagnavano il lavoro di Culotta architetto, docente universitario, studioso.

 

Questa fase della serata ha visto anche la preziosa e professionale presenza dell’Ing. Giuseppe Nannerini, direttore de “L’industria delle Costruzioni” e dell’Arch. Luigi Prestinenza Puglisi  in un dibattito apertosi con i presenti sul palco.
All’architetto Italo Rota che tanto ha lavorato in Sicilia è stato assegnato il Premio per lo sviluppo della cultura architettonica. Presenziava la serata l’ing. Paolo Buzzetti, presidente nazionale Ance che ha consegnato la statuetta al vincitore.

L’architetto Italo Rota in una sua performance ha intrattenuto gli ospiti presenti soffermandosi su alcuni aspetti attuali dell’architettura mondiale parlando di realtà emergenti che dice conoscere bene, come l’India, sulla responsabilità e attenzione per le città che dovrebbe coinvolgere tutti, e sulla propria esperienza di progettista in Sicilia dove, ha detto, “per lavorare occorre diventare siciliani, pensare, sentire e vedere come i siciliani”.

Nel corso della serata c’è stato spazio per varie  forme di spettacolo. L’attrice Elisa Di Dio ha recitato alcuni brani tratti da “Le città Invisibili” di Italo Calvino, il maestro fisarmonicista Nunzio Belfiore ha intrattenuto il pubblico con una selezione di brani popolari. Il cantastorie Paolo Zarcone per ANCE Catania ha scritto una ballata dal titolo “Saruzzu e Masino”, storia di due amici di estrazione sociale diversa  ma accomunati dalla passione per l’architettura,  mentre la giornalista e scrittrice Elvira Seminara è intervenuta con un proprio monologo sul recupero della vivibilità della città, riappropriarsi di spazi, di ritmi e di percorsi oggi dimenticati.

 

Presentatrice d’eccezione è stata la giornalista romana Marta Francocci, che da anni collabora con Rai Educational nello staff di Giovanni Minoli.

Chiamato ad una riflessione il presidente Ance Catania Andrea Vecchio a conclusione di questa edizione 2009 ha dichiarato:“Il Premio di Architettura  Ance Catania vuole essere soprattutto un premio al valore creativo a condizione che sia rispettata la legalità e l’etica dell’intero processo costruttivo. Il premio non vuole essere una celebrazione tout court, ma una attenzione verso coloro che nell’attività di ogni giorno profondono esperienza, conoscenza, studio e passione”.
 

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Thursday 13 December 2018