Linee Guida GID del MIT – Approfondimento ANCE
- 18 Maggio 2026
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In data 23 febbraio sono state pubblicate sul sito del MIT le “Linee Guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti”, ora esaminate da ANCE con uno specifico approfondimento volto ad analizzare le implicazioni giuridiche nell’ambito degli appalti di lavori.
Le Linee Guida segnano un passaggio decisivo per rendere pienamente operativa la digitalizzazione dei lavori pubblici, offrendo alle stazioni appaltanti indicazioni chiare e proporzionate per l’attuazione del nuovo Codice e rappresentano lo strumento per rendere effettiva l’applicazione dell’art. 43 e l’allegato I.9 del nuovo Codice dei contratti, guidando le pubbliche amministrazioni nell’attuazione della Gestione informativa digitale (GID).
Le Linee Guida forniscono inoltre un quadro sistemico che aiuta a prevenire incertezze applicative, in particolare con riguardo a:
- la non retroattività dell’obbligo nei procedimenti già avviati;
- l’assenza di obbligo di revisione dei progetti redatti con modalità tradizionali;
- l’obbligo di adeguamento della documentazione di gara (capitolato informativo, CSA, schema di contratto) nei casi in cui la fase esecutiva ricada nell’ambito di applicazione della GID.
Tali precisazioni contribuiscono a ridurre il rischio di contenzioso e a garantire maggiore certezza agli operatori economici.
Di particolare interesse anche l’integrazione tra GID e sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, con l’obbligo di formazione specialistica sui metodi e strumenti digitali per i livelli più elevati di qualificazione.
ANCE ha predisposto un breve approfondimento, con riferimento alle implicazioni giuridiche per gli appalti di lavori, con particolare riferimento agli obblighi del concorrente in fase di gara, principio dell’unicum, regime transitorio, la prevalenza contrattuale dei modelli informativi nonché specificità previste per gli interventi di manutenzione e adeguamento tecnologico, qui riportato in breve sintesi:
- GLI OBBLIGHI DEL CONCORRENTE NELLA FASE DI GARA
La partecipazione a procedure di affidamento soggette all’obbligo di gestione informativa digitale, ovvero nelle quali la stazione appaltante abbia esercitato la facoltà di cui all’art. 43, comma 2, del Codice, impone al concorrente un adempimento specifico già nella fase precontrattuale, che si affianca alla documentazione di gara ordinaria e ne condiziona la valutazione. Tale adempimento si sostanzia nella predisposizione dell’offerta di gestione informativa (oGI), documento con cui l’operatore economico descrive le modalità con cui intende soddisfare i requisiti informativi definito dalla Stazione appaltante nel capitolato informativo (CI).
L’offerta di gestione informativa
Nelle gare soggette a GID, il concorrente deve presentare l’offerta di gestione informativa (oGI), cioè il documento con cui descrive come intende soddisfare i requisiti informativi richiesti dalla Stazione appaltante. L’oGI definisce organizzazione, strumenti digitali, modalità di gestione dei dati e livelli informativi garantiti nelle varie fasi dell’appalto. Il suo contenuto non è libero, ma deve rispondere puntualmente al capitolato informativo e costituisce la base dei futuri obblighi contrattuali.
Obblighi in caso di criterio premiale
Anche quando la GID solo come criterio premiale, il concorrente che intende ottenere il punteggio aggiuntivo deve rispettare integralmente le prescrizioni dell’allegato I.9 e presentare un’oGI completa. Il sistema premiale non comporta quindi un’applicazione semplificata della disciplina.
- IL REGIME DI OBBLIGATORIETA’ E IL PRINCIPIO DELL’UNICUM
Dal 1° gennaio 2025 la GID è obbligatoria per opere nuove e interventi superiori a 2 milioni di euro, con specifiche regole per i beni culturali. Sono esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, salvo che riguardino opere già realizzate in GID. Le Stazioni appaltanti possono comunque adottare volontariamente la GID anche fuori dai casi obbligatori. Il principio centrale introdotto dalle linee guida è quello dell’”unicum”, secondo cui la gestione informativa deve accompagnare l’opera in modo continuo dalla programmazione fino alla realizzazione finale.
- IL REGIME TRANSITORIO: IL PRINCIPIO DELL’UNICUM E LE DUE FATTISPECIE
Le linee guida chiariscono che, nei casi esclusi dall’obbligo, l’esclusione riguarda l’intero intervento e tutte le sue fasi. Per gli interventi superiori alla soglia comunitaria, l’obbligo non si applica se entro il 31 dicembre 2024 erano già stati avviati gli atti di programmazione ed era stato redatto il DOCFAP. Per gli interventi di importo superiore a 2 milioni di euro e fino alla soglia comunitaria, l’esclusione opera se entro la stessa data erano già stati pubblicati i bandi, inviati inviti oppure affidata la progettazione.
- IL PRINCIPIO DELL’UNICUM E LA SUA DECLINAZIONE PROCEDURALE
La scelta di utilizzare la GID deve essere effettuala fin dalla fase programmatoria, prima del DOCFAP, le linee guida evidenziano che introdurre la digitalizzazione in una fase successiva comporomette la continuità informativa e produce una gestione parziale e incoerente. Gli schemi procedurali allegati mostrano inoltre come i modelli informativi e il gemello digitale possono migliorare qualità progettuale, autorizzazioni e gestione dell’opera lungo tutto il ciclo di vita.
- LA PREVALENZA CONTRATTUALE DEI MODELLI INFORMATIVI
Quando il progetto nasce integralmente in GID e il bando è successivo all’entrata in vigore dell’obbligo, i modelli informativi prevalgono sugli elaborati tradizionali, salvo limiti tecnologici che rendono necessaria la prevalenza dei documenti grafici. Nei progetti sviluppati tradizionalmente prima dell’obbligo, invece, i modelli non assumono valore contrattuale prevalente. Nei casi intermedi, cioè progetti intermedi al 2025 ma volontariamente sviluppati in GID, prevalgono gli elaborati tradizionali mentre i modelli mantengono solo una funzione informativa.
- GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA: IL PRINCIPIO DI CONTINUITA’
Gli interventi manutentivi sono generalmente esclusi dall’obbligo GID, ma diventano soggetti alla disciplina quando riguardano opere originariamente realizzate in GID. Le linee guida introducono quindi un principio di continuità: un’opera progettata e costruita in ambiente digitale deve continuare ad essere gestita digitalmente anche nelle fasi manutentive. Vengono inoltre fornire definizioni operative di manutenzione ordinaria e straordinaria, soprattutto per le opere infrastrutturali:
- Manutenzione ordinaria: interventi per limitare il degrado e mantenere l’efficienza dell’opera.
- Manutenzione straordinaria: sostituzioni o rinnovi che migliorano prestazioni, sicurezza ed efficienza.
- GLI INTERVENTI DI ADEGUAMENTO TECNOLOGICO: IL PERIMETRO DELL’OBBLOGO SUI CESPITI FISCALI
L’ art. 43, comma 1, del codice circoscrive l’obbligo di adozione del GID riguarda solo i cespiti fisici, cioè edifici, infrastrutture e reti. Sono esclusi gli interventi immateriali, come aggiornamenti software o aggiornamenti tecnologici , indipendentemente dal loro importo. Nei progetti misti, interventi infrastrutturali e immateriali, la GID si applica solo alla componente fisica e soltanto se questa supera autonomamente la soglia dei 2 milioni di euro. Le linee guida non forniscono invece criteri operativi per lo scorporo della componente fisica da quella immateriale ai fini del calcolo della soglia.
- L’AMBIENTE DI CONDIVISIONE DEI DATI NEGLI APPALTI PUBBLICI: NORMATIVA, GOVERNANCE E CYBERSICUREZZA
L’ACDat (Ambiente di Condivisione dei Dati) è l’infrastruttura digitale centrale della CID negli appalti pubblici, serve a organizzate, condividere, controllare e tracciare dati, modelli e documenti durante tutto il ciclo di vita dell’opera. Le Stazioni appaltanti devono definire caratteristiche, sicurezza, accessi e modalità di gestione dell’ACDat già nella documentazione di gara. Se l’ACDat utilizza servizi cloud, devono essere rispettati anche i requisiti di cybersicurezza e affidabilità previsti dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. L’ACDat non è quindi un semplice archivio, ma uno strumento strategico per la gestione e la governance dell’appalto pubblico.






