Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio scorso del Decreto Legge 66/2026 recante “Disposizioni urgenti per il Piano casa” il Governo ha dato avvio al cd. “Piano Casa”.

Il decreto ha infatti come obiettivo rispondere alla diffusa crisi abitativa, aumentando l’offerta di alloggi a prezzi accessibili attraverso una serie di misure volte a favorire la realizzazione e valorizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata per diverse categorie: giovani, anziani, lavoratori fuori sede e genitori separati.

L’intervento infatti mira, da un lato, a rispondere alla crisi abitativa attraverso il recupero del patrimonio pubblico e di edilizia sociale cui sono destinate le risorse stanziate e, dall’altro, al massiccio coinvolgimento di capitali privati per gli interventi di edilizia convenzionata destinati alla cd. “fascia grigia” della popolazione nonché a studenti fuori sede e lavoratori del settore privato per le relative esigenze lavorative a carico del datore di lavoro.

Il Piano Casa 2026 si fonda su tre pilastri di misure mirati a creare un sistema abitativo accessibile e sostenibile:

  • Recupero alloggi di ERP e interventi di ERS: (1° Pilastro): si prevede l’avvio di un programma straordinario, finanziato con oltre 7 miliardi di euro, punta a rendere nuovamente abitabili alloggi pubblici inutilizzati e a promuovere l’edilizia residenziale sociale (ERS). È prevista una ricognizione nazionale degli immobili pubblici e di quelli presenti nei programmi di dismissione al fine di poterli destinare aa iniziative di edilizia sociale e una Governance centralizzata per coordinare monitorare e accelerare gli interventi.
  • Fondo Housing Coesione per interventi di ERP/ERS (2° Pilastro): viene istituito un nuovo strumento finanziario gestito da Invimit SGR, per potenziare l’offerta di alloggi da destinare a ERP/ERS.
  • Programmi di Edilizia Integrata (3° Pilastro): La misura mira ad attrarre investimenti privati (almeno il 70% dell’investimento deve essere edilizia convenzionata) per offrire case alla “fascia grigia” della popolazione con prezzi ridotti di almeno il 33% rispetto al mercato. Gli immobili avranno un vincolo di destinazione d’uso di 30 anni.

Il decreto introduce inoltre misure di semplificazione differenziate tra cui l’uso della SCIA per ristrutturazioni e demolizioni, conferenze di servizi veloci accelerate e cambi di destinazione d’uso agevolati.

Nonostante l’entrata in vigore del decreto, l’effettiva operatività del piano sembrerebbe non essere immediata. L’attuazione delle misure sembrerebbe dipendere, infatti, dall’emanazione di numerosi decreti attuativi e di nomine.

Per un esame di maggior dettaglio si rinvia al documento redatto dalla Direzione Edilizia e Territorio di ANCE