Si segnala l’interessante Ordinanza n. 21362 del 23 giugno 2026 emessa dalla Corte di Cassazione cui torna a pronunciarsi sui presupposti necessari per il rilascio del DURC (documento unico di regolarità contributiva) e per la fruizione dei benefici contributivi , ribadendo un orientamento ormai consolidato: la regolarità contributiva non coincide con il mero pagamento dei contributi, ma richiede anche il puntuale adempimento degli obblighi dichiarativi previsti dalla normativa.

La questione riguardava un’impresa che aveva regolarmente versato i contributi previdenziali ma aveva omesso o ritardato la trasmissione dei modelli UNIEMENS. La Corte d’appello di Milano aveva ritenuto che tale omissione, in assenza di debiti contributivi, non fosse sufficiente a giustificare il diniego del DURC e la conseguente perdita delle agevolazioni contributive.

La cassazione, accogliendo il ricorso dell’INPS, ha invece cassato la decisione, affermando che il mancato invio delle comunicazioni obbligatorie costituisca una violazione sostanziale e non meramente formale.

Secondo la Suprema Corte, gli obblighi dichiarativi rappresentano uno strumento essenziale affinché gli enti previdenziali possano verificare tempestivamente la correttezza dei versamenti e la complessiva posizione contributiva del datore di lavoro. L’omissione o il ritardo dell’invio dei modelli UNIEMENS impediscono tale controllo e compromettono il presupposto della regolarità contributiva richiesto dall’art. 1, comma 1175, della legge n. 296/2006 e dal D.M. 30 gennaio 2015

La Corte precisa inoltre che l’adempimento dell’obbligazione contributiva costituisce soltanto una componente della più ampia nozione di regolarità contributiva: per beneficiare degli sgravi è necessario che il datore di lavoro consenta all’ente previdenziale un’effettiva attività di verifica mediante il corretto e tempestivo assolvimento degli obblighi dichiarativi.

Per le imprese, la decisione evidenzia la necessità di presidiare con particolare attenzione non solo i pagamenti, ma anche il rispetto delle scadenze dichiarative, poiché eventuali omissioni possono determinare effetti economici rilevanti, quali la perdita di agevolazioni contributive, incentivi e altri benefici subordinati al possesso del DURC.

La stessa CNCE, nella propria lettera circolare n. 37/2026, evidenzia come i principi espressi dalla Cassazione trovino piena applicazione anche nei confronti del sistema delle Casse Edili, confermando che la nozione di regolarità contributiva comprende il corretto adempimento degli obblighi dichiarativi oltre al regolare versamento della contribuzione.

Ordinanza Corte Cassazione n. 21362.2026